Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea

Qualche giorno fa ho finito “Ni no Kuni”, comprato la scorsa estate e portato a termine solo adesso.

Ho sentito pareri molto discordanti su questo JRPG, a me personalmente è piaciuto nonostante alcuni gravi difetti che lo affliggono.

Questo gioco sarebbe perfetto per un film (Studio Ghibli mica pizza e fichi!), ma quando si arriva a parlarne del gameplay scappa un urlo di Munch bello e buono.

Un JRPG graficamente e musicalmente curatissimo che si schianta davanti ad errori banalissimi, Level-5 cosa hai combinato?

Tralasciando l’inizio lento e drammatico (mi stavo per mettere a piangere anch’io), Ni no Kuni inizia a decollare dopo un paio di ore dove finalmente iniziano i combattimenti e l’esplorazione del mondo.

Partendo dalle battaglie, l’intelligenza artificiale è tremenda. Finché si ha solo il protagonista in squadra tutto sembra procedere bene, quando si arriva a gestire tre personaggi e relativi famigli tutto diventa terribilmente frustrante.

I propri compagni di squadra non hanno la minima cognizione di cosa stiano facendo, gli si può impartire genericamente degli ordini che sono “attacca” e “difendi” interpretati da essi come “suicidatevi” e “lasciate il protagonista morire mentre vi fate una passeggiata “. Idem per la sezione “strategie”, le puoi impostare ma i propri amici faranno comunque di testa loro.

La questione degli esserini da gestire in battaglia è ancora più spinosa, li si può arruolare solo casualmente (sì, è tutta fortuna) e spesso si differenziano più per l’aspetto che per le capacità che hanno. E’ anche simpatica l’idea di farli evolvere ed accudirli, ma se sbagli ad allevarli non c’è un rimedio per “resettarli” (come i Pokémon con i evs).

Personalmente ho preferito allevare un solo animaletto per personaggio riuscendo a picchiare a sangue qualsiasi boss paratosi davanti, ha davvero senso poterne avere 400?

Durante il corso dell’avventura, il mio incubo peggiore è stato trovarmi davanti ad una fase stealth glitchata, guardie che riescono a vederti anche quando sei nascosto, tutto ciò mi ha fatto venire una crisi di nervi.

Esiste anche una parte dove si può sintetizzare oggetti attraverso il genio del calderone, peccato che recuperare i materiali sia sempre un impresa perché sono sparsi per il mondo e neanche segnati sulla mappa.

Puro dolore sono stati anche gli enigmi dei dungeon e di Horatio, soprattutto questo simpatico fantasma sembrava dire “Non hai sborsato i soldi per la limited con il libro? Ora piangerai sangue!”, meno male che esiste ancora GameFaqs per lui ed i suoi dannati indovinelli basati sull’Abbecedabra.

Fate piccole, derpose e con un discutibile senso dell’umorismo…ci piacciono! 

Se posso dare un consiglio per uscire indenni dal gioco, comprare subito il potenziamento da otto tessere per Oliver e quelli per aumentare l’esperienza è pura manna dal cielo. Ovviamente non dimenticate mai di far drogare Oliver di caffé per gli mp, non dormirà per mesi, ma i poteri magici sono essenziali.

La storia è sicuramente la parte migliore. Se non avete finito il gioco: NON LEGGETE.

Tralasciando la parte chiamatissima in cui si scopre che Arsuino è il principe Marcello (…ma come ha fatto a diventare così brutto?), scoprire che Oliver e Shadar erano anime gemelle è stato un bel colpo di scena.

Quando si vede Shadar ancora umano si può notare come Oliver fra qualche annetto diventerà un bel bishounen, ovviamente mai come Marcassin\Calidonio che è palesemente Howl con i capelli lunghi *coughcough*.

In tutto il gioco effettivamente mi ero chiesta chi fosse il padre di Oliver, Alicia lo ha concepito in maniera abbastanza inquietante (altro che inseminazione artificiale), ma secondo me ha salvato Shadar perché era effettivamente innamorata del Lucien che le risparmiò la vita (gli ultimi dialoghi mi hanno dato questa impressione).

Mi è piaciuta anche la storia della strega Cinerea, la tipica “cattiva non cattiva”. Dopo il post game credevo che sarebbe stato possibile reclutarla, invece l’unico che si è aggiunto a mia sorpresa e gioia, è stato Calidonio.

Il finale non è una vera fine, Oliver si rassegna alla morte della madre che tanto desiderava riportare in vita (non vi ricorda Ed di Full Metal Alchemist?), è un po’ triste ma è la realtà della vita.

La conclusione è deludente solo perché non sappiamo il destino dei personaggi principali, il viaggio continua ma nessuno di loro sembra avere dei piani per il futuro.

In tutto questo, Ester non ha avuto un grande impatto nella trama ed è toccato tenersela solo perché è l’unica che sa arruolare i famigli, Arsuino aveva lasciato la corona per trovare un posto nel mondo e come risultato è diventato un delinquente e delinquente rimane anche a fine storia. Calidonio è un personaggio interessante, ma si unisce solo alla fine…Oliver è l’unico che percorre un cammino di maturazione anche troppa per essere un bambino.

Sulla questione del “romanaccio” di Lucciconio, l’ho trovato azzeccato per il personaggio, quindi mi dissocio dalle polemiche nate sui forum.

Il boss finale non è stato molto complicato, ma tornare indietro a prendere l’incantesimo “Astra” è l’unico modo per far finire senza troppe imprecazioni la battaglia.

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